
La vision professionale del parrucchiere è la descrizione chiara di ciò che un titolare di salone desidera diventare nel tempo, di come vuole distinguersi dagli altri professionisti e dell'esperienza che vuole offrire alle proprie clienti. Definire la propria vision significa dare una direzione al futuro del salone, partendo dai propri valori, dalle competenze e dagli obiettivi professionali.
Ma come si costruisce una vision che rappresenti davvero la propria identità?
Durante l'ultimo appuntamento di #MercoledìInsieme di H2O abbiamo affrontato questa domanda attraverso un esercizio pratico: ogni partecipante ha scritto inizialmente la propria vision, per poi rielaborarla seguendo quattro passaggi guidati.
Il confronto tra le due versioni ha permesso di capire quanto sia importante trasformare un desiderio generico in un'immagine del proprio futuro professionale più precisa, personale e riconoscibile.
Perché sapere dove vuoi arrivare è il primo passo per cominciare a costruire il salone che desideri.
La vision professionale descrive la direzione verso cui vuoi far evolvere il tuo lavoro.
Racchiude i tuoi valori, le tue aspirazioni, ciò che desideri rappresentare per le clienti e il professionista che vuoi diventare nei prossimi anni.
Puoi avere un salone organizzato, conoscere perfettamente la tecnica e lavorare molto, ma se non hai chiaro dove stai andando, rischi di prendere tante decisioni senza una vera direzione comune.
Una vision ben definita ti aiuta a capire come vuoi essere riconosciuto, quali clienti desideri attrarre e quale esperienza vuoi offrire.
La vision, però, non va confusa con la mission. La prima descrive l'identità professionale che vuoi costruire e la direzione futura; la seconda riguarda maggiormente il modo in cui intendi realizzarla, attraverso attività, organizzazione e risultati concreti.
Un tema, quest'ultimo, che approfondiremo nel prossimo appuntamento di #MercoledìInsieme.
Avere una vision non significa prevedere esattamente cosa succederà nei prossimi cinque anni; significa avere un punto di riferimento.
Quando sai quale professionista vuoi diventare, diventa più semplice capire quali servizi sviluppare, quali competenze migliorare e quale esperienza vuoi creare all'interno del tuo salone.
Una vision forte può aiutarti anche a distinguerti dagli altri parrucchieri.
Due saloni possono offrire gli stessi servizi, ma interpretarli in maniera completamente diversa: uno può voler diventare il riferimento per il colore, un altro per la cura del capello, un altro ancora per la consulenza d'immagine personalizzata.
La differenza non nasce soltanto da cosa fai, ma da come vuoi essere riconosciuto per quello che fai.
Questa consapevolezza è importante anche nella leadership del parrucchiere, perché avere una direzione chiara aiuta il titolare a trasmettere alla propria squadra un'idea condivisa di ciò che il salone vuole diventare.
Durante la serata abbiamo iniziato con un esercizio molto semplice: ogni partecipante ha scritto la propria vision professionale utilizzando soltanto le proprie idee, esperienze, risorse e valori.
Nessuna formula da seguire, nessuno schema prestabilito.
Soltanto una domanda: come immagini il tuo futuro professionale?
Successivamente abbiamo introdotto un metodo pratico, accompagnato da alcune domande strategiche, per rielaborare quella prima versione.
Il momento più interessante è arrivato quando abbiamo confrontato le due vision, quella iniziale e quella costruita attraverso il percorso guidato.
L'esercizio ha permesso di osservare come una descrizione inizialmente generica possa diventare più personale, dettagliata e riconoscibile.
Perché più riesci a descrivere con precisione ciò che desideri diventare, più diventa semplice individuare la strada da percorrere.
Il lavoro svolto durante #MercoledìInsieme ha aiutato ogni partecipante a riflettere su quattro aspetti fondamentali.
Qual è la parte della giornata in salone che ti dà più energia?
Potrebbe essere il colore, il taglio sartoriale, la cura del capello, la consulenza oppure il rapporto personale con le clienti.
Capire cosa ti appassiona realmente è il primo passo per riconoscere la tua identità professionale.
Come vuoi che si senta una persona quando si alza dalla tua poltrona e si guarda allo specchio?
Più sicura? Valorizzata? Rilassata? Finalmente soddisfatta della propria immagine?
Un colore non è soltanto un colore e un taglio non è soltanto un taglio. Attraverso il tuo lavoro puoi aiutare una persona a sentirsi meglio con sé stessa.
La tua vision dovrebbe raccontare anche questa trasformazione.
Non serve inventare qualcosa che nessuno abbia mai fatto.
La tua unicità può nascere dalla combinazione tra competenze, personalità, metodo di lavoro e capacità di relazione.
Chiediti per quale motivo una cliente dovrebbe scegliere proprio te e quale caratteristica vorresti che ricordasse della sua esperienza nel tuo salone.
Questa riflessione ti aiuta anche a capire quali aspetti valorizzare nelle scelte imprenditoriali. Un tema collegato a quanto abbiamo approfondito nell'articolo Qualità o Quantità: la scelta strategica dell'imprenditore consapevole.
Immagina che nei prossimi anni il tuo percorso professionale abbia avuto un'evoluzione straordinaria.
Com'è diventato il tuo salone? Quali clienti lo frequentano? Per cosa sei conosciuto nella tua città?
Non pensare soltanto al fatturato o alle dimensioni dell'attività.
Pensa soprattutto alla reputazione che desideri costruire e al professionista che vuoi essere.
Durante la serata è stata condivisa anche la vision professionale di Alessandro I., costruita intorno all'identità del suo salone, alle competenze distintive del gruppo e al tipo di clientela che desidera raggiungere.
L'obiettivo è diventare un punto di riferimento nella propria città per professioniste e professionisti che cercano un vero architetto del cambio immagine, capace di trasformare il loro stile attraverso un approccio personalizzato, definito imbastitura gentile e cromatica.
Ma la parte più interessante è il risultato che si vuole generare: far sentire le persone sicure di sé, valorizzate, speciali e capaci di suscitare ammirazione anche una volta tornate a casa.
Questa vision contiene alcuni elementi molto precisi: il pubblico a cui rivolgersi, il posizionamento desiderato, un metodo distintivo e soprattutto l'esperienza emotiva che si vuole lasciare alla cliente.
Non è quindi una semplice dichiarazione di ambizione, ma un modo per esprimere l'identità professionale dell'intero salone e della sua squadra.
Una volta risposto alle domande, prova a raccogliere i concetti più importanti e a trasformarli in una dichiarazione breve.
Una o due frasi, scritte al presente, capaci di raccontare il futuro che desideri costruire.
Ad esempio:
“Essere il salone di riferimento della mia zona per le donne che desiderano valorizzare la propria immagine attraverso una consulenza realmente personalizzata, unendo competenza tecnica, ascolto e cura del capello.”
Non è una formula da copiare. La tua vision deve parlare di te, delle tue clienti e delle caratteristiche che rendono riconoscibile il tuo lavoro.
Se potrebbe appartenere indifferentemente a cento saloni diversi, probabilmente devi ancora renderla più personale.
La parte più importante dell'ultimo #MercoledìInsieme non è stata scrivere una bella frase, ma osservare come cambia la percezione del proprio futuro quando si riesce a descriverlo con maggiore chiarezza.
Il confronto tra la prima vision e quella elaborata attraverso il metodo guidato ha rappresentato proprio questo passaggio: da un'idea generale a un'immagine professionale più precisa e consapevole.
La vision può evolvere nel tempo, insieme alle tue esperienze e alle tue ambizioni. Ma avere una direzione ti permette di affrontare le scelte quotidiane con una domanda in più:
Quello che sto facendo oggi mi sta avvicinando al professionista che desidero diventare?
È da questa consapevolezza che può iniziare un nuovo passo nel percorso di crescita del parrucchiere imprenditore.
Continua a seguirci nella rubrica #MercoledìInsieme di H2O, dove condividiamo riflessioni, esperienze ed esercizi per crescere insieme, come professionisti e come persone.