
Il linguaggio del Top Performer nel salone è l'insieme di parole, atteggiamenti e comportamenti che aiutano il professionista a mantenere il focus sugli obiettivi e ad agire in modo efficace nei suoi due ruoli: imprenditore e consulente.
Non significa semplicemente parlare in maniera positiva; significa utilizzare un vocabolario capace di generare pensieri utili, orientare le azioni e trasformare una visione in risultati concreti.
È proprio da questo concetto che siamo partiti durante l'ultimo appuntamento di #MercoledìInsieme H2O, nel quale abbiamo iniziato a individuare le qualità del Top Performer e le parole che caratterizzano il suo modo di pensare e di agire.
Perché esistono parole che danno forza, grinta e direzione. Ma esistono anche parole sabotanti, che possono farci perdere il centro e allontanarci dai nostri obiettivi.
Uno dei concetti centrali della serata può essere rappresentato attraverso una filiera molto semplice:
Parole → Pensieri → Linguaggio → Azioni → Futuro
Le parole alimentano i nostri pensieri, i pensieri costruiscono il nostro linguaggio e il linguaggio influenza il modo in cui agiamo; sono poi le azioni che ripetiamo nella quotidianità a contribuire alla costruzione dei risultati che otterremo domani.
Per questo lavorare sul proprio vocabolario non significa imparare qualche frase motivazionale, ma significa iniziare a osservare come parliamo a noi stessi, ai collaboratori e alle clienti, riconoscendo le parole che ci mantengono "centrati" e quelle che, invece, rischiano di "decentrarci".
Durante la serata abbiamo lavorato proprio su questo attraverso esercizi pratici, cercando di riconoscere il nostro vocabolario quotidiano e distinguendo le parole capaci di darci forza da quelle che possono diventare sabotanti.
Di fronte allo stesso problema possiamo concentrarci continuamente su ciò che non funziona oppure spostare l'attenzione su quello che possiamo fare.
Dire
produce un atteggiamento molto diverso dal chiedersi “Cosa posso fare?”, “Quale soluzione posso trovare?” oppure “Come posso guidare meglio il mio team?”.
Il problema può essere esattamente lo stesso: quello che cambia è il punto dal quale decidiamo di affrontarlo.
Il Top Performer nel salone impara quindi a riconoscere il proprio linguaggio e a chiedersi se le parole che utilizza lo stanno mantenendo al centro oppure lo stanno portando lontano dalla propria direzione.
Durante #MercoledìInsieme abbiamo fatto una distinzione fondamentale. All'interno del salone convivono due ruoli: l'imprenditore e il consulente.
Sono due anime della stessa persona, ma hanno funzioni differenti e richiedono anche un linguaggio differente.
Quando sei nell'ufficio, utilizzi il dizionario dell'imprenditore. Quando entri nell'officina, entra in gioco il dizionario del consulente.
Essere un Top Performer significa anche capire quale ruolo ricoprire e quale linguaggio utilizzare nel momento giusto.
Quando sei nel tuo ufficio e ragioni sul futuro del salone devi indossare il ruolo dell'imprenditore.
Il suo vocabolario parte da quattro parole: centrato, orientato, focalizzato e risoluto.
Essere centrato significa non permettere alle difficoltà quotidiane di allontanarti continuamente dalla tua direzione, ma significa sapere dove vuoi andare. Essere focalizzato vuol dire stabilire delle priorità e non disperdere energie. Essere risoluto significa prendere decisioni e trasformarle in azioni.
La visione, infatti, non basta: deve diventare strategia e la strategia deve entrare nella quotidianità.
Durante la serata abbiamo scelto una parola volutamente particolare per rappresentare l'imprenditore: Cowboy.
Nel linguaggio utilizzato durante l'incontro, il Cowboy rappresenta un imprenditore equipaggiato con il proprio cinturone di opportunità: dentro quel cinturone ci sono strumenti, possibilità, alternative e soluzioni da utilizzare quando servono.
Ma soprattutto l'imprenditore deve essere capace di condurre tutti verso l'obiettivo. Non deve sapere soltanto dove vuole arrivare personalmente, ma deve riuscire a trasferire quella direzione anche alle persone che lavorano con lui.
Per questo l'imprenditore possiede un copione operativo: una direzione e una sequenza di azioni che gli permettono di trasformare gli obiettivi in qualcosa di concreto.
Quando dall'ufficio passiamo all'officina, cambia il ruolo e cambia anche il linguaggio.
L'officina è il luogo dell'operatività, della consulenza e della relazione con la cliente. Qui il Top Performer deve essere ispirato, creativo, massimo esperto e trascinatore.
Deve saper trovare soluzioni, personalizzare la proposta, mettere la propria competenza al servizio della cliente e riuscire a coinvolgerla nelle sue scelte.
Ed è proprio qui che entra un'altra parola volutamente provocatoria utilizzata durante la serata.
Il consulente è anche un Playboy.
Il significato è naturalmente metaforico: in questo contesto essere Playboy significa essere seduttivi nella comunicazione, cioè saper conquistare l'interesse della cliente attraverso ascolto, competenza, sicurezza e capacità di raccontare il risultato.
Il consulente non impone: coinvolge. Non si limita a spiegare una tecnica: fa percepire un beneficio.
Non basta quindi dire alla cliente quale colore, taglio o trattamento verrà realizzato. Bisogna aiutarla a comprendere perché quella proposta può essere giusta proprio per lei e quale risultato potrà ottenere.
Per questo il consulente possiede un manuale operativo: strumenti e comportamenti che gli permettono di gestire la consulenza con metodo, senza perdere creatività e personalità.
La distinzione può sembrare semplice, ma è fondamentale:
nell'ufficio ragioniamo da imprenditori, nell'officina agiamo da consulenti.
Nell'ufficio servono maggiormente direzione, focalizzazione, strategia e capacità di guidare. Nell'officina entrano maggiormente in gioco creatività, competenza, relazione e coinvolgimento.
Non dobbiamo scegliere se essere imprenditori oppure consulenti. Dobbiamo imparare a essere entrambi nel momento giusto.
Una delle parti più interessanti della serata è stata iniziare ad ascoltare davvero le parole che utilizziamo. Puoi cominciare a farlo anche nella tua quotidianità attraverso tre semplici passaggi:
Nell'ufficio cerca la risposta da imprenditore. Nell'officina cercala da consulente.
In H2O la crescita parte dalla persona.
La formazione umanocentrica mette al centro la storia individuale, i talenti e le debolezze, lavorando sugli strumenti necessari alla persona per trasformarsi ed evolvere.
Il linguaggio del Top Performer nel salone non è quindi un insieme di formule da imparare a memoria, ma èun modo di pensare che progressivamente diventa linguaggio, comportamento e azione.
Quando sei nell'ufficio chiediti: “Sto pensando e parlando come un imprenditore centrato, orientato, focalizzato e risoluto?”
Quando sei nell'officina: “Sto comunicando come un consulente ispirato, creativo, competente e trascinatore?”
Perché il futuro del salone non nasce improvvisamente domani.
Comincia dalle parole che scegliamo oggi.